martedì 2 ottobre 2012

Quante fregnacce!

Se da bambino, a seguito di qualche malefatta, avessi inventato quel tipo di scuse che ho ascoltato dai politici condannati o inquisiti, nella puntata di Report di domenica 30 settembre su Rai 3, mia madre mi avrebbe gonfiato. Mica per la colpa da giustificare, ma per l'affronto alla sua intelligenza, mettendo in piedi tali palesi fregnacce.
Durante la puntata, il livore nei confronti di quei pagliacci si era quasi stabilizzato quando è arrivato l'affondo.
Vengo e mi spiego: nel 1997, 45 fra manager ed imprenditori, scrivono un'epistola che viene pubblicata sul Sole24Ore, dove si chiede ai politici una sostanziale depenalizzazione del falso in bilancio. Eravamo in clima post-tangentopoli ed i controlli e la pressione sugli industriali era alle stelle.
In particolare scrissero:
“si chiede di escludere dal perimetro delle responsabilità operative i fatti che abbiano una rilevanza marginale rispetto alle dimensioni dei conti delle imprese”
Tra i firmatari c'erano Piero Antinori, Antoine Bernheim, Enrico Bondi, Giancarlo Cerruti, Enrico Cuccia, Diego Della Valle, Ennio Doris, Giuseppe Gazzoni, Luigi Lucchini, Achille Maramotti, Alfio Marchini, Vittorio Merloni, Leonardo Mondadori, Letizia Moratti, Giannola Nonino, Umberto Nordio, Sergio Pininfarina, Andrea Riffeser Monti, Aldo Braghetti Peretti, Gianmario Rossignolo, Gianfranco Zoppas. Questi signori non facevano altro che ricordare implicitamente ai politici che quei fondi distratti da quei bilanci erano serviti per foraggiarli.
E nel 2003, puntualmente, il Falso in Bilancio viene depenalizzato. Ma và!
Ma che fraterna solidarietà questi industriali che versano badilate di soldi ai partiti: uno spirito filantropico commovente.
Mettendo ora da parte il finanziamento illecito, mi chiedo ancora una volta se non sia il caso di proibire completamente il finanziamento privato ai partiti, consentendo, in maniera oculata e trasparente, quello pubblico. Si accontentino, al massimo, del tesseramento ad un costo uguale per tutti.
Perché si consente a quei signori di influenzare a loro vantaggio le decisioni dei nostri organi legislativi? Almeno avessero ottenuto dei risultati positivi per il paese tutto, invece siamo di fronte ad un grande capitalismo italiano fallito, i cui risultati oggettivi si chiamano de-localizzazione, bassa qualità, cassa integrazione, diminuzione delle esportazioni, bond e finanza "creativa".
A chi dobbiamo far sapere che il nostro paese va avanti grazie ai lavoratori dipendenti ed alla piccola e media impresa? A chi continua ad omaggiare i vari tronchetti, maglionne, agnelli & c.?
Insomma, i politici cercano di prenderci per il culo, gli industriali pure.
Mica saranno d'accordo?

P.S.
Milena Gabanelli santa subito.

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