Mi sono chiesto: ma questo modello economico "occidentale" mi piace?
Per prima cosa credo che l'economia abbia assunto un ruolo estremamente più importante di quello del quale avremmo effettivamente bisogno. Siamo infatti arrivati a considerare il denaro alla stregua della religione nel periodo pre-illuminista ed ormai mettere in discussione il suo soverchiante ruolo nella nostra vita sta diventando non solo urgente, ma l'unica via per un ritorno dell'uomo, non del consumatore o del contribuente, al centro del dibattito politico.
Credo che i provvedimenti riguardanti l'economia e la finanza che i governi di tutto il mondo continuano a partorire, siano solo un maldestro, dolosamente falso ed inutile tentativo di arginare una patologia sistemica per la quale non si ha la forza di intervenire profondamente per riformarla ed arginare quei processi di speculazione che influiscono nella vita di tutti noi.
Da questo modo deviato dei governi di operare, nasce la bufala del secolo: ci stanno convincendo che la qualità della vita in una nazione si misuri con il PIL e che lavoro, salute, giustizia sociale, diritti civili ed ambiente siano solo argomentazioni esotiche da centro sociale.
Io credo invece che sia urgente tornare a mettere questi temi al centro della discussione, iniziando da una nuova analisi del concetto di "liberismo" che tanti danni ha provocato, intervenendo per un deciso dimagrimento della finanza "creativa" e per un serio controllo dell'economia facendo in modo che non diventi speculativa, controllando l'incameramento di beni, le posizioni dominanti, la costituzione di cartelli ed il finanziamento e relativo condizionamento di chi dovrebbe prendere decisioni in merito, giusto per fare qualche esempio.
L'imposizione di quelle regole che riportino l'economia nell'alveo dell'interesse comune, sarebbe solo una delle svolte epocali di cui abbiamo bisogno per far si che le "risorse umane" tornino ad essere chiamate "persone".
Per avere tutto ciò, comunque, non ci dobbiamo aspettare governi "illuminati", ma elettori consapevoli che si facciano rappresentare da chi condivide queste istanze di cambiamento e non inciucia con i poteri forti.
E' l'unica, anche se parziale, possibilità che abbiamo per dire la nostra: non ci asteniamo.

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