sabato 1 dicembre 2012

Opinione e diffamazione c'entrano come il culo con le Quarantore

Cari giornalisti,
a Firenze direbbero "che c'entra il culo con le Quarantore?", quando due cose non hanno niente a che vedere tra loro.
Ora, la differenza tra opinione e diffamazione è piuttosto evidente tanto che la capisco pure io, quindi da cosa deriva tutto questo slancio solidale nei confronti di chi ha palesemente violato la legge ed attentato pesantemente alla reputazione di un altro cittadino italiano?
Non credete che sia stucchevole e soprattutto sospetto questo tentativo di millantare il fatto che il mite Sallusti sia stato condannato per un reato di opinione?
La diffamazione risulta essere rubricata, a ragione, come un comportamento penalmente rilevante, quindi punibile dal Codice Penale.
Per dovere di memoria, questi Pasdaràn a pagamento, sono sempre quelli della macchina del fango, delle case di Montecarlo, dei calzini turchesi e dei falsi agguati: pseudo-informazione prezzolata e lacchè sempre solerte e zelante agli ordini al sovrano pagatore. Gente disposta a rovinare qualcuno per ordine del padrone di turno; se poi l'obiettivo è un magistrato allora si ricorre alle truppe cammellate al completo.
Di questo si tratta, cari giornalisti, di onestà intellettuale, di raccontare come stanno veramente le cose senza fare carta straccia delle regole della libertà e della democrazia.Credetemi, si capisce quando fate i paraculi.
Insomma, come direbbe il poeta, "non ci raccontate cazzate, grazie!"

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